PCCB

ENG:

In central Italy, on the border between Lazio and Umbria, lies the “Cultural Landscape of Civita di Bagnoregio (PCCB),” an area of 6,197 hectares nominated in 2022 as a UNESCO World Heritage Site in the “Cultural Landscapes” category. It encompasses six municipalities in the province of Viterbo: Civita di Bagnoregio, Bagnoregio, Lubriano, Civitella d’Agliano, Castiglione in Teverina, and Graffignano. This territory is located in the Valle dei Calanchi, a vast area of clay-rich rock shaped over time by rain erosion, and is characterized by intense geomorphological activity (landslides, seismic events, erosion) that makes the landscape particularly fragile and contributes to a gradual process of depopulation. In fact, according to Istat data, between 1961 and 2021 the population decreased by an average of 25%, reaching an extreme peak of 96% when considering only the small hamlet of Civita di Bagnoregio. Due to its unstable natural features, this village was described in 1967 by the writer Bonaventura Tecchi as “The Dying Town.” Over the past fifty years, its population has plummeted; in 2022, only eleven people lived in Civita. Nevertheless, these villages continue to be sought after, perceived as places belonging to a distant era, suspended in time. The UNESCO nomination raises questions about the concept of time: the past helps us reflect on the cultural and historical significance of these towns, while the present offers insight into the relationship between human absence and presence. These aspects manifest in the landscape as traces of human life to be explored slowly, pointing toward new horizons and a possible future for a place that strives not to lose its identity.

 

 

ITA:

Nell’Italia centrale, al confine tra Lazio e Umbria, si estende il “Paesaggio Culturale di Civita di Bagnoregio (PCCB)”, un’area di 6197 ettari candidata a Sito Unesco 2022 nella categoria “Paesaggi Culturali”. Comprende sei comuni della provincia di Viterbo: Civita di Bagnoregio, Bagnoregio, Lubriano, Civitella d’Agliano, Castiglione in Teverina e Graffignano. Questo territorio si trova nella Valle dei Calanchi, una vasta area di roccia argillosa formatasi nel tempo dall’erosione delle piogge, ed è caratterizzata da un’intensa attività geomorfologica (frane, eventi sismici, erosione) che rende il paesaggio particolarmente fragile e contribuisce ad un graduale processo di spopolamento. Infatti, secondo i dati Istat, tra il 1961 e il 2021 la popolazione è diminuita in media del 25%, raggiungendo un picco estremo del 96% se si considera solo la piccola frazione di Civita di Bagnoregio. Quest’ultima, per le sue instabili caratteristiche naturali, fu definita nel 1967 dallo scrittore Bonaventura Tecchi “La città che muore”. Negli ultimi cinquant’anni il numero dei suoi abitanti è diminuito drasticamente, infatti nel 2022 solo undici persone popolano Civita. Nonostante ciò questi borghi continuano ad essere ricercati in quanto realtà vissute come un’epoca lontana dalla contemporaneità e sospesa nel tempo. Con la candidatura Unesco viene messo in discussione il concetto di tempo: il passato aiuta a riflettere sull’importanza culturale e storica di questi comuni mentre il presente offre un’idea sul rapporto tra assenza e presenza della figura umana. Questi aspetti si manifestano nel paesaggio sotto forma di tracce di vissuto umano da percorrere lentamente verso nuovi orizzonti e un futuro possibile di un luogo che non vuole perdere la sua identità.

error: Content is protected !!
Torna in alto