

















ENG:
In Tuscany (Italy) there is a large industrial area known as the Prato textile district. Considered the world capital of recycled wool, Prato has artisanal production capabilities in a circular economy context whose district has more than 34000 employees, 2000 companies (Beste Spa & Beste Hub, Nuova Fratelli Boretti, Filpucci, Progetto Lana etc.) and it produces approximately 3 million meters of fabric per day. Prato companies have been collecting bales of rags for decades, of which over 50% is destined for reuse, a part for recycling and 3% ends up in landfill. The selection of rags takes place in warehouses which house an enormous quantity of raw material used to obtain a specific color. The latter, carefully selected by the eyes and expert hands of the “cenciaioli”, is then prepared for the regeneration process: washing, shredding, purification and drying have the final result of a single-colored fibre, similar to virgin wool, which can then be spun into threads to produce fine fabrics. Therefore what was considered dirty waste instead becomes a high-quality good and a symbol of sustainable industrial production. Prato’s socio-economic awareness and commitment is a concrete example of how tradition and innovation, humans and technology can mix in a unique reality in which work, territory and solutions are aimed to environmental sustainability.
ITA:
In Toscana (Italia) esiste una grande area industriale conosciuta come il distretto tessile di Prato. Considerata la capitale mondiale della lana rigenerata, Prato vanta capacità produttive artigianali in un contesto di economia circolare: il distretto conta oltre 34.000 addetti, 2.000 aziende (Beste Spa & Beste Hub, Nuova Fratelli Boretti, Filpucci, Progetto Lana ecc.) e produce circa 3 milioni di metri di tessuto al giorno. Le aziende pratesi raccolgono balle di stracci da decenni, di cui oltre il 50% è destinato al riuso, una parte al riciclo e solo il 3% finisce in discarica. La selezione degli stracci avviene in magazzini che custodiscono un’enorme quantità di materia prima utilizzata per ottenere una specifica colorazione. Quest’ultima, accuratamente selezionata dagli occhi e dalle mani esperte dei “cenciaioli”, viene poi preparata per il processo di rigenerazione: lavaggio, sfilacciatura, depurazione ed essiccazione hanno come risultato finale una fibra monocolore, simile alla lana vergine, che può essere filata in fili destinati alla produzione di tessuti pregiati. Ciò che quindi era considerato uno scarto sporco diventa invece un bene di alta qualità e un simbolo di produzione industriale sostenibile. La consapevolezza e l’impegno socio-economico di Prato rappresentano un esempio concreto di come tradizione e innovazione, uomo e tecnologia possano fondersi in una realtà unica, in cui lavoro, territorio e soluzioni sono orientati alla sostenibilità ambientale.